Da lunedì 12 marzo è disponibile, su tutte le piattaforme digitali (Spotify, Amazon Music, Itunes…) “Vortice” il primo disco della band emergente NoRetro.
Noretro e il suo primogenito album “Vortice” è  l’incrocio di cinque strade, il punto d’incontro di un complesso svariato di influenze. L’EP è il primo risultato discografico di questa giovane  formazione alternative rock-sperimentale, che ha già collezionate l’importantissima esibizione al XXI Meeting del Mare, che nasce poco più di un anno fa e che unisce cinque realtà musicali nuove ed eterogenee. Un mix di sensazioni musicali che hanno l’obiettivo di raggiungere più coordinate possibili e di creare una suggestione di molteplicità sonore. I Noretro si uniscono poco più di un anno fa  e a giugno la band finisce di registrare “VORTICE”, (il primo EP), presso Studio XXXV, la famigerata Label di Cava de’Tirreni (Sa). Il primo disco è autoprodotto e anche se da non molto tempo il gruppo ha  siglato un accordo con l’etichetta salernitana  Periferika Konnection.

I componenti sono tre salernitani, un avellinese e un turco di Ankara, che fugge dalla sua arida terra per cercare di dare voce, in una dimensione più fertile, alla sua passione per la musica, ovvero: Domenico Ingenito, voce, violino, chitarra acustica, chitarra elettrica, autore dei testi ed ex violinista della band progressive “La Coscienza di Zeno” (CDZ), una realtà musicale genovese; Davide Palmentiero chitarra elettrica, sintetizzatori, chitarra preparata, esperto di musica elettronica e di improvvisazione radicale,  dapprima al Conservatorio di Musica di Napoli e poi all’HKU di Utrecht; Alessandro Cerino chitarra elettrica ed acustica, formatosi con le sonorità Jazz presso il Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino; Doğukan Atmaca turco di Ankara, bassista che ha fatto della musica una ragione di vita per venire fuori dalla difficili realtà territoriali della capitare turca; Ciro Roca batterista avellinese  appassionato cultore della musica Jazz in particolare della bossa nova.
L’EP è composto da  cinque brani . Il vortice è visto come qualcosa che ti risucchia e ti porta in un altro luogo, in un altro dimensione di te. Una volta dentro non si è più gli stessi. Le cinque tracce sono la rappresentazione de “i passaggi di stato della materia”.



Vortice – solido-: è il brano che dà il titolo all’intero Ep. Un senso tribale ed etnico pervade l’intera traccia, le chitarre padroneggiano l’area e il violino rende più fluido questo impazzire di sonorità, che si manifestano tuttavia in maniere omogenea. Una voce tormentata racconta di un amore, di un senso di vita scomposto e disordinato che sembra non portare a nulla se non ad un vortice di emozioni.

Rubro Mar: Il testo della seconda traccia si apre con una sorta di incipit claustrofobico, scritto in collaborazione con l’autore emergente Giulio D’Ambrosio.  Nel mare rubicondo (la scena principale del brano) il Pinocchio di Collodi va a fondo a furia di raccontarsi bugie. Ha voglia di scegliere e provare, ma chi è disposto ad ascoltare un bugiardo cronico?

Her – liquido-: ipnotico psichedelico e orchestrale, il brano nasce da un’idea del chitarrista Alessandro Cerino, conclude con soffici ma efficaci intrecci di suoni elettronici e violino.

Trinità: Una storia cruda ed atroce di abusi su un bambino stuprato da una figura ecclesiastica. una breve iniezione di rock puro nel sangue del disco, il brano presenta potenza e groove, arricchito dai synth registrati da uno dei rappresentanti e fondatori di Label xxxv, Nicodemo.

Annur-aeriforme-: L’ultimo brano che unisce in maniera eccezionale acustica ed elettronica, è l’unico testo scritto in napoletano, dà a quest’ultima traccia una dimensione estremamente intima, che consente di concludere in maniera catartica il percorso di “Vortice”.

Spotify:  goo.gl/ssnRHX

Itunes:    goo.gl/QniZmW

Amazon music: goo.gl/ZthnEg

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