Toni Servillo “Legge Napoli” _ 5 Settembre 2014

di Alessandra De Vita
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Il ritratto di una città dalle mille anime ha posto, ieri, (venerdì 5 settembre), il sigillo sul Paestum festival, così come nell’interpretazione di uno dei mattatori più apprezzati della nostra scena drammaturgica: con “Toni Servillo legge Napoli” è calato il sipario sulla kermesse di teatro, musica e danza diretta dall’omonima fondazione nelle persona del presidente Mario Crasto De Stefano. Napoli, in tutta la sua profonda vivacità contaminata dal malessere ha preso vita nella voce di Toni Servillo che ha condotto la platea lungo le tappe di un percorso allegorico che dal Paradiso è disceso negli inferi e nel ventre della città. Da “Lassammo Fa’ Dio” di Salvatore di Giacomo a brani di Eduardo e Ferdinando Russo, Servillo ha reso il proprio omaggio alla cultura partenopea che è stata anche la descrizione di una realtà divisa fra l’estrema vitalità e un atavico disagio. Insieme alle icone sacre del Novecento napoletano, tra cui “De Pretore Vincenzo” di Eduardo De Filippo, in scaletta: due liriche di Ferdinando Russo, “A Madonna d’ ‘e mandarine” e “‘E sfogliatelle” e la sempre attuale “Fravecature” di Raffaele Viviani, oltre a brani dei più contemporanei Enzo Moscato e Maurizio De Giovanni.