Un racconto, il nostro, che vede protagoniste le scene che vivono ai margini ma che allo stesso tempo hanno grande valore e per cui sono degne di essere raccontate. Oggi è la volta di Stefano Vergani cantautore brianzolo, che dopo alcuni interessanti trascorsi musicali, torna sulla scena con “Mi Sono Giusto Allontanato Per Un Attimo (Prima Parte)”, in uscita il 24 giugno 2019 per LaPilla Records/Ponderosa Records.

Questa la nostra intervista con Stefano, che ha il sapore di vita vissuta e di passione all’aria aperta.

Quando nasce Stefano Vergani musicista?

Direi da piccolo, in famiglia non suonava nessuno, ma i miei genitori mi regalarono una chitarra e da allora non mi ci sono mai separato, non eccellevo in nessun tipo di sport con il quale provavo a cimentarmi e ho trovato subito un piacere immenso nell’accompagnarmi alla chitarra, a cantare per un pubblico, a cantare per passare il mio tempo.

Come nasce l’album “Mi sono giusto allontanato un attimo”? Parlaci del suo contenuto tematico ma anche di quello musicale.

Per quanto riguarda la musica per la prima volta mi sono cimentato con l’elettronica cosa che ho sempre diciamo non troppo preso in considerazione scoprendo però della piacevolezza estrema, non c’è un vero tema invece per quanto riguarda le canzoni, ci sono delle canzoni d’amore, anche di amore trasversale, e si tratta di questo tempo nuovo dove tutto corre cosi’ velocemente e tutto si fa passare con una leggerezza a mio parere disarmante.

Perché hai deciso di progettare e sviluppare questo album in due uscite?

È molto semplice, considerando che mi sono avvolto in un mondo prettamente sonoro a me fino ad ora poco conosciuto, abbiamo preferito anzichè uscire con un solo singolo che poteva dare un‘idea distorta del progetto, uscire con una buona parte del disco ovvero sette pezzi, che potessero dare una dimensione più omogenea del progetto, nella speranza di incuriosire l’ascoltatore e dargli quel poco di attesa per il resto del disco.

Come nasce la collaborazione con Francesco Arcuri?

Io e Francesco ci conosciamo orami da tanti anni e c’è sempre stata una grande stima tra noi, diciamo che mi ha spronato molto a cercare una nuova strada per quanto riguarda un universo musicale che non avevo mai prima preso in considerazione, per tanto nell’ultimo anno ho appoggiato la chitarra e mi sono messo a manovrare sintetizzatori e tastiere , gli spedivo i provini non molto convinto del lavoro che stavo facendo ma lui è stato capace di darmi quella fiducia ed energia che mi è servita per sentirmi a mio agio in questa nuova fase. Così che ogni pezzo del disco è nato da una mia idea e poi è stata arrangiata magistralmente dalle sue mani.

 

Se tu dovessi dirci una cosa della musica italiana che non gradisci …?

Credo che a livello artistico stiamo toccando dei livelli altissimi ma purtroppo anche dei livelli così bassi che qualche anno fa non sarei riuscito a immaginare.