Se ancora non avete programmi per Halloween, ecco a voi un’idea insolita ma che di certo non vi lascerà delusi: il Mart di Rovereto ospita “A Journey through Mud and Confusion with small Glimpses of Air”, una spettacolare mostra sul duo svedese Nathalie Djurberg & Hans Berg, vincitore del Leone d’Argento alla Biennale di Venezia del 2009. A cura di Lena Essling e Gianfranco Maraniello, la mostra è attiva fino al 27 gennaio 2019. Essa rappresenta la seconda tappa del progetto svolto in collaborazione con il Moderna Museet di Stoccolma e la Schirn Kunsthalle di Francoforte.

Lei, Nathalie, si definisce pittrice, realizza sculture di creta, installazioni e video d’animazione stop motion e ha esposto nelle più importanti istituzioni della scena artistica contemporanea internazionale. Alla parte visuale si aggiunge la musica ipnotica del produttore e compositore Hans Berg, noto negli ambienti dell’elettronica e della sperimentazione. I due artisti classe 1978, che condividono l’esplorazione senza giudizio delle dinamiche dell’epoca contemporanea, vivono e lavorano tra Berlino e Stoccolma.

Quello a cui hanno dato vita nelle sale del Mart è un viaggio fisico e introspettivo in compagnia di personaggi grotteschi e strambi volatili colorati tra le perversioni, il sadismo e le contraddizioni del nostro tempo.

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Surreale e dissacrante, la mostra ripercorre quindici anni di lavoro di due menti brillanti e visionarie: opere che vanno dai primi film in stop motion alla realtà virtuale, passando per sculture ironiche, animazioni perturbanti, installazioni di grande formato e sound art. Un connubio artistico improntato sulla commistione di arti figurative e sperimentazioni elettroniche, che ha dato forma a una scenografica e sorprendente allegoria della nostra società. In questo allestimento caratterizzato da tratti umoristici ed oscuri, le riflessioni dei due artisti si rivelano nel rovesciamento di ruoli e gerarchie sociali, nella sovversione dei clichè, nella celebrazione dei deboli e degli sbagliati. Così la decadenza e la brutalità del nostro tempo si trasfigurano in ironiche e coloratissime opere mutevoli quanto l’evoluzione nel tempo delle tecniche artistiche e dei dispositivi tecnologici.

Varcata la tenda posta all’inizio del percorso, come un confine tra il mondo reale e quello sospeso tra incubo e sogno che è oltre l’ingresso, vi verrà spontaneo chiedervi: “Dove ho già visto tutto questo?”, mentre passeggerete tra gli ambienti onirici popolati da animali umanizzati e esseri stravaganti interpreti di vizi e virtù umane. L’antologica degli artisti svedesi gioca con i ricordi, i sogni e l’immaginazione di chi si lascia pervadere dall’estetica caricaturale e distorta, rivolta all’oscuro nei suoi vari risvolti. I paesaggi dell’assurdo e le creature e gli oggetti tridimensionali che si incontrano nelle sale ricordano vagamente i personaggi macabri de “La sposa cadavere”, primo film in stop-motion diretto dal visionario Tim Burton, ma anche il viaggio tra il bene e il male di Alice nel paese delle meraviglie o, guardando più indietro, le oniriche atmosfere dalidiane dalla forte portata simbolica e allucinatoria.

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L’invito della mostra è quello di smarrire la strada, di perdersi tra i labirinti della mente, musiche vorticose e penetranti, oggetti e paesaggi archetipici come il bosco, la grotta, la casa, che diventano lo spazio in cui andare oltre la superficie, oltre ogni stereotipo o ordine precostituito e guardarsi dentro in una prospettiva quasi primigenia.

È uno spettacolo per gli occhi destinato ad un pubblico di tutte le età, che si conclude con “It Will End in Stars” (2018), un set virtuale che permette ai visitatori di interagire con l’opera per mezzo di un visore ottico e due controller e di modificare parzialmente il percorso narrativo. L’antologica è arricchita anche da una produzione inedita realizzata appositamente per il Mart, “Am I Allowed to Step on This Nice Carpet/Mi è permesso calpestare questo bel tappeto?”.
Il viaggio interiore nel mondo favolistico creato dal duo porta la fruizione museale a nuovi livelli d’eccellenza immersiva e visionaria. Con questa straordinaria rassegna dal sapore nordeuropeo, il Mart di Rovereto si riconferma un polo culturale di rilievo internazionale più che un tradizionale museo, in dialogo con enti europei e collezioni private per alimentare stimoli continui rivolti al pubblico, agli artisti, ai collezionisti.
La mostra ha già ottenuto un enorme successo al Moderna Museet di Stoccolma. Prima che la primavera la porti a Francoforte, cari amanti del “Trick or treat” ma anche della magia dei mercatini natalizi, la location trentina merita una visita!

Assunta Sciarillo