Jazz e tante contaminazioni, ancora un’ altra puntata a parlare di Black Music e di tutte le sue sfaccettature. Con Minus abbiamo tanta bellissima musica da farvi ascoltare. Siamo solo all’inizio della quarta stagione e gli artisti sia nazionali che internazionali in scaletta sono davvero tanti. Questa settimana come da podcast abbiamo deciso di dedicarvi qualche piccola emozione ascoltando alcuni dei più grandi Jazzisti Italiani. e un’ intervista tutta improvvisata agli Offline

Fabrizio Bosso Jazz e tanto Groove

Siamo partiti da Fabrizio Bosso con una delle sue più belle composizioni: “Ochenta“. Rinomato e bravissimo trombettista jazz, che anche all’estero è riuscito a rappresentare il meglio del Jazz Italiano. Un trombettista che non ha nulla da invidiare a grandi musicisti come Roy Hardgrove, che è passato a “miglior vita” solo qualche giorno fa lasciando un gran vuoto nella comunità Jazzistica Internazionale. Probabilmente è anche uno dei jazzisti italiani più conosciuti dai suoi stessi connazionali. Ha calcato grandi palcoscenici come quello di San Remo accanto ad altisonanti nomi della musica Italiana tra cui Sergio Cammariere e Raphael Gualazzi. C’è anche chi lo ha conosciuto accanto al cantautore Giovanni Block, in uno dei suoi brani più originali e calienti: “La moda del Ritorno“, ma questa è un’ altra storia e di Giovanni Block vi parleremo sicuramente in una delle nostre prossime puntante.

I Fratelli Deidda, Dario e Alfonso

Ma il nostro omaggio al jazz italiano non si è fermato a Bosso. Abbiamo dedicato qualche piccolo momento a due grandissimi rappresentati dell’ Italian Jazz: Dario e Alfonso Deidda. Il primo bassista e anche ottimo trombettista, il secondo Sassofonista che in tantissime formazioni ha preferito il piano, che sa suonare con estrema inventiva e straordinaria eleganza.

Alfonso Deidda e il suo album Lucky Man

Di Alfonso Deidda abbiamo ascoltato Arahuacos, una composizione tratta dal suo album “Lucky Man” in cui oltre i due fratelli c’è proprio la partecipazione di Fabrizio Bosso alla tromba, Julian Oliver Mazzariello al piano e di Alessandro Paternesi alla Batteria. Un sound che non si discosta mai dal jazz più arcaico suonato in chiave moderna, con incursioni nel latin e nel funk, sintesi di uno straordinario interplay tra i cinque musicisti.

Dario Deidda e 3 from the ghetto

Tutto italiano uno dei dischi che ha fatto la storia del modern Jazz. Parliamo di “3 from the ghetto”, che si apre con Liberty City, a ricordare uno dei più grandi bassisti della storia. Si, ci riferiamo proprio a lui, Jaco Pastorius di cui Dario Deidda rappresenta la migliore evoluzione moderna, quel “Groove Concept” così caro a Pastorius che Dario ha saputo reinterpretare e fare suo, creando uno stile ricco di flessioni ritmiche e armoniche. Un disco in cui oltre la maestria di Julian O. Mazzariello e del batterista Stephan Huchard, v’è la partecipazione del fratello Sandro e di carissimi compagni di viaggio come Gaetano Fasano alle percussioni, Stefano Di Battista al sax soprano, Gegè Telesforo alla voce e di Joel Adams al Trombone. Non avete mai ascoltato questo disco? Bhè vi consiglio di farlo e lo consiglio soprattutto a quelli che pensano che la musica jazz si sia fermata agli anni 50.

Insomma è stata una puntata ricca di emozioni in cui non abbiamo parlato solo dei grandi musicisti del panorama jazzistico italiano, dedicando anche qualche minuto alle nuove leve dell’ italian jazz. Tra questi Marco De Gennaro, con uno dei dischi che di lui preferisco, ovvero Cafèaria. Giovane pianista Italiano che quest’estate ha girato in lungo e in largo partecipando al tour di Gegè Telesforo, che i più anziani conoscono come Vocalist nella trasmissione “Indietro tutta” di Renzo Arbore.

Gli Offline modern style e tanto Grooveoffline sound band musica jazz italia

Gli Offline una formazione che sto seguendo da vicino, che parte proprio dall’incontro del pianista Marco De Gennaro e del cantante chitarrista Mirko Molitierno, a mio parere una grande promessa del panorama soul jazz . Un giovane talento che ha tutte le carte in regola per diventare un grande cantante e musicista. Sono sue le composizioni riarrangiate con straordinaria e grooveggiante inventiva da Marco De Gennaro e dai suoi compagni di viaggio. Una band che non poteva avere migliore sezione ritmica con Francesco Galatro (che finalmente posso riascoltare al basso), Stefano De Rosa alla batteria e Gerardo Palumbo alle percussioni. Una formazione in cui è proprio la diversa provenienza stilistica dei cinque musicisti a rendere magico l’intero Sound. Potete ascoltare la loro intervista al trentaduesimo minuto della nostra trasmissione, mentre qui potete guardare e ascoltare la breve intervista fatta qualche settimana fa a Mirko Molitierno durante le loro consuete prove settimanali. Vi segnalo anche il loro sito web Offlinesound.it e il loro canale you tube. Seguitemi perchè continuerò a parlarvi di loro.

Riascolta qui la puntata e l’intervista agli Offline